Vantaggi terapeutici dell’aglio

 

Image: Carlos Porto / FreeDigitalPhotos.net

Articolo tratto dal libro “Les aliments qui guérissents” di Jean Carper.

Un vecchio detto Gallico recita:
mangia in marzo molti porri
e in maggio aglio selvatico
In tutto l’anno che ne segue
il medico girerà i pollici

In realtà cosa fa l’aglio?

  • Combatte le infezioni
  • Contiene delle sostanze chimiche per la prevenzione del cancro
  • Diluisce il sangue (anticoagulante)
  • Riduce la pressione sanguigna, il colesterolo ed i trigliceridi
  • Rafforza il sistema immunitario
  • Previene e allevia la bronchite cronica
  • Esercita un effetto espettorante e decongestionante

In quale quantità?
E’ sufficiente ingerire quotidianamente mezzo spicchio di aglio fresco per l’attività anticoagulante del sangue, contribuendo inoltre la prevenzione dei disturbi cardio-vascolari. Due spicchi al giorno mantengono il colesterolo ad un tasso molto basso presso a livello cardiaco.

Nella tradizione popolare
La reputazione popolare non esiste più.
La conoscenza delle qualità dell’aglio esiste da millenni. Medici, preti, ed altri conservatori di saggezza popolare ne vantavano le meravigliose proprietà.
Addirittura un papiro egiziano con data XV secolo prima della nostra era, elenca ventidue indicazioni terapeutiche dell’aglio per il più ampio trattamento dei disturbi dalle cefalee ai disturbi delle vie faringo-laringite, l’anoressia, e via dicendo.
Plinio il Vecchio prescriveva l’aglio nei trattamenti di almeno sessantuno condizioni patologiche, tra cui: disturbi gastro-intestinali, infiammazioni da morsi di cane e di serpenti, o di una puntura di scorpione, asma, reumatismi, emorroidi, ulcere, inappetenza, convulsioni, tumori e la tisi.
Ippocrate raccomandava l’aglio per le sue virtù lassative e diuretiche, oltre al suo potere curativo dei tumori all’utero. I medici cinesi e giapponesi per secoli hanno prescritto l’aglio al fine di ridurre la pressione sanguigna troppo alta. In India nel primo secolo della nostra era, erano istruiti attraverso Charaka-Samhita, testo di autorità importante in materia terapeutica, e si ricorreva all’aglio e alla cipolla per la prevenzione dei reumatismi e malattia cardiache.
Nell’Inghilterra shakespeariana l’aglio aveva reputazione di essere afrodisiaco.

L’aglio è un antibiotico ed il suo uso è espanso. All’inizio secolo scorso, unguenti, cataplasmi, e inalazioni all’aglio erano i trattamenti scelti per la tubercolosi. Durante la prima guerra mondiale, si utilizzava l’aglio per combattere il tifo e la dissenteria. Nel corso della seconda guerra mondiale, alcuni medici britannici avevano trattato le ferite con delle applicazioni di aglio ed i risultati furono sorprendenti e spettacolari nella prevenzione della setticemia e la cancrena. Il Dott. Albert Schweitzer utilizzava l’aglio per prevenire il tifo ed il colera.

I FATTI

Le prove dei poteri terapeutici dell’aglio sono tutti dimostrabili. A Bethesda, nel Maryland, la National Library of Medicine, prestigiosa biblioteca che accumula tutto ciò che si pubblica nel campo  delle scienze mediche, ha collezionato a partire dal 1983 circa centoventicinque articoli scientifici che riguardano i trattamenti con l’aglio. In effetti l’aglio contiene delle sostanze che sembra ritardare i problemi di cardiopatici, problemi respiratori, problemi di cancro e tutta una gamma di malattie infettive.

La sua azione antibiotica
Senza dubbio, l’aglio distrugge i batteri.
Nel 1944 Chester J. Cavallito, chimico, ha dimostrato che il principio dell’odore dell’aglio, l’allicina, aveva delle proprietà antibiotiche. Molti test hanno rilevato che l’aglio fresco era più potente della penicillina e la tetraciclina. Certi studi hanno confermato il fatto che l’aglio è un antibiotico che agisce  sulla quantità di microorganismi patogeni responsabili della diffusione di malattie diverse come: il botulismo, la tubercolosi, la diarrea, la stafilococcica, la dissenteria ed il tifo. Uno studio recente elenca settantadue reggenti infettivi che muoiono sotto l’azione dell’aglio. “Antibatterico, antimicotico, antiparassitario, antivirale… l’aglio è a larga portata di azione antimicrobica”.

L’allicina, composto odorifero antibatterico, si esala quando viene tagliato o schiacciato, ma alla cottura perde il suo potere antimicrobico nonostante mantenga altre proprietà terapeutiche.

In molti paesi si usa l’aglio nella sua qualità antibatterica. In Giappone per esempio esiste in commercio una preparazione dal potere antibiotico, inodore, ottenuto a partire dall’aglio fresco. Nell’ex Unione Sovietica, l’aglio è considerato come la penicillina nazionale, è un uso terapeutico molto divulgato a tal punto che un anno le autorità ne importarono cinquecento tonnellate per combattere un’epidemia di influenza. Ancora nell’ex Unione Sovietica l’aglio costituisce un rimedio contro i raffreddori, tosse e problemi intestinali. In Polonia si prescrivono frequenti preparazioni all’aglio ai bambini con gastro-enterocolite, dispepsia, polmonite, malattie infettive e nefrosi.
Alcuni scienziati  cinesi, hanno recentemente dimostrato le virtù curative dell’aglio prescrivendo delle forti dosi nei trattamenti della meningite criptococcica, infezione dovuta ad un fungo  il più sovente fatale. In un periodo di cinque anni questi medici hanno trattato ventun casi di meningite somministrando ai malati infuso di aglio. Bilancio: sei guarigioni complete e cinque miglioramenti notevoli. Secondo le conclusioni degli scienziati cinesi, la guarigione era dovuta in parte alla stimolazione del sistema immunitario tramite induzione di aglio. L’aglio combatte ugualmente l’infezione fungina distruggendo il microorganismo infettante.

Traduzione e libero adattamento di Clara Maria Caterina Morena

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Il contenuto di questo articolo deve essere considerato di carattere esclusivamente divulgativo e non può in alcun modo intendersi come sostitutivo di atti medici, né riferirsi a specifici casi singoli, per i quali si invita a consultare il proprio medico curante. L’autrice di questo blog non è responsabile di eventuali conseguenze derivanti da un utilizzo dei suoi contenuti diverso da quello meramente informativo.

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Gli effetti benefici dell’alga Kombu

Foto ripresa da granvelada.com

La medicina tradizionale giapponese fa uso di pezzi o tronchi di laminarie e di altre alghe per comporre una bevanda ipotensiva dal nome Kombu. Ce lo spiega la giornalista scientifica Jean Carper nel suo libro “The Food Pharmacy”, frutto delle sue ricerche sui benefici di alcuni cibi e ricette che hanno fama di prevenire le malattie e promuovere la salute e la guarigione.

Uno scienziato giapponese ha confermato il fatto che somministrando dell’acqua calda contenente dell’estratto di alga ai malati afflitti da ipertensione, essi hanno ottenuto una caduta notevole della pressione sanguigna senza avere alcun effetto secondario.

Altri ricercatori hanno isolato in questa alga dei composti ipotensivi, in particolare l’istamina.

Nel 1986, alcuni scienziati hanno anche loro scoperto che il tallo filamentoso delle alghe brune ridotto in polvere contribuiva alla prevenzione degli incidenti cerebrovascolari.
Nel corso dei loro esperimenti, hanno somministrato delle forti dosi di sale a delle cavie ipertese, e la somministrazione simultanea di polvere d’alga riduceva considerevolmente il rischio di incidente cerebro-vascolare. Tutte le cavie non trattate con le alghe, ebbero infatti un attacco, mentre le altre sopravvissero. Dunque sembra proprio che le alghe siano un ottimo antidoto che compensa il consumo eccessivo di sodio.
Alcuni ricercatori, inoltre, considerano che l’alga marina contiene degli agenti aventi il potere di eliminare il colesterolo dall’intestino.

Come leggo su Wikipedia, secondo i principi della cucina vegana, il Kombu è un’alga marrone laminaria, ricchissima di sali minerali e vitamine, indicata nei casi di sclerosi, nei disturbi cardio vascolari, per la funzionalità renale e digestiva, regola la pressione alta, previene le malattie degenerative; è ottima per condimenti, in zuppe, brodi, per la cottura dei legumi e di altre verdure.

Insomma, un alimento prezioso per il nostro benessere.

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