Solitudine. Un cilindro invisibile

Nuovo episodio del podcast del Laboratorio della FelicitAzione :-)

Mi sono posta molte volte la domanda: “Come è possibile che in un mondo abitato da 8 miliardi di esseri umani una persona possa sentirsi sola?“.
Cos’è che le fa credere di essere sola?
Cos’è che le impedisce di relazionarsi al mondo?
Quali muri invisibili si sono creati o ha creato?
Perché nel sentirsi isolata non fa nulla per demolire le invisibili separazioni o barriere?

Ascolta questo episodio per trovare alcune risposte.

Buon ascolto!

Solitudine. Un cilindro invisibile

Sono seduta ed osservo, senza pensieri, il panorama che mi offre la finestra a tre ante, di casa di mamma. Ci sono ancora le doppie finestre che usavano 40 anni fa: una esterna al davanzale con doppi vetri e l’altra all’interno del davanzale che è la classica ed originale finestra di casa.
Tra le due c’è un’inter-spazio di circa 10 centimetri. Capita a volte che alcuni insetti restano intrappolati in questo spazio, e, proprio mentre osservo il mare, una vespa sta entrando in casa. Velocemente chiudo la finestra interna, mentre quella esterna è semi aperta dalla parte sinistra. La vespa è rimasta nello spazio tra le due mentre si sposta sulla destra. Non vedendo il vetro, l’insetto continua a batterci con il muso. E’ uno strazio vederla arraffarsi contro un qualcosa che non vede ma che sente e che le fa male, la poveretta non capisce che potrebbe spostarsi dall’altra parte dove c’è metà finestra aperta. No, non vede e continua a salire e scendere sempre in quello spazio.

Dalla pena apro la finestra interna e con l’aiuto di un cartoncino l’accompagno all’uscita e finalmente vola via.

Questa scena porta la mia mente a riflettere sulla solitudine, su come ci si possa sentire soli in un mondo ben popolato.

  • Quali muri di vetro tagliano fuori dal mondo alcune persone.
  • Chi ha creato queste delimitazioni, questi cilindri invisibili e soprattutto molto resistenti.
  • Come trovare un’apertura anche piccola se esiste. E se non c’è come poter aprire o rompere questo vetro sul mondo.

Ne deduco che quando non si trova la via d’uscita è meglio che la persona si fermi ed inizi a riflettere, a cercare una soluzione, pensare ad una strategia di salvezza, altrimenti farebbe come la vespa: continua a picchiarci col muso.

Forse è segno per lei di arrendersi, di chiedere aiuto a qualcuno di fiducia o a qualcosa di più grande.

E’ giunto il suo momento di lasciare la presa, di abbandonarsi a quella forza che impera all’interno di sé, è quel qualcosa di ignoto che ha salvato milioni di persone in casi disperati al limite delle forze vitali.

E’ il momento di credere e fare FEDE in qualcosa di non conosciuto ma che tutti nel loro IO percepiscono e sanno Chi o Cosa E’.

La solitudine è la rottura di questo contatto, l’aver tagliato il filo, quel filo che resta ancora connesso nel respiro di ognuno.

In effetti si inspira e si espira senza coscienza senza consapevolezza senza pensare che questo alito di vita E’ la NOSTRA VITA ed è MAGICO.

Si può pensare o credere che siano il cuore ed i polmoni a tenere in Vita un corpo fisico ma quando esso muore possono immetterci ossigeno, massaggiare o pompare il cuore, quell’alito non tornerà.

C’è molto di più di quello che si immagina o si crede in un semplice respiro, c’è l’unione con Qualcosa di Divino di Magico di Infinito di Comunione.

Se la persona che sente o soffre la solitudine, volgesse lo sguardo e la mente su questa coscienza, mai più proverebbe questa sensazione, questo sentirsi isolato/isolata, al contrario la persona stessa acquisirebbe una forza interiore che la porterebbe ad aiutare chi come lei ha creato il cilindro invisibile.


L’invito a seguire il podcast del Laboratorio della FelicitAzione è rivolto a tutti coloro che decidono di iniziare a credere in se stessi e alle proprie infinite possibilità.

Ogni persona ha diritto a vivere la miglior versione di se stessa.

Oltre che su Anchor, puoi ascoltare il podcast anche su queste piattaforme:

Con amore, sempre
Clara

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