Il Perfezionismo… un potente motore per il successo

 

Ognuno di noi può constatare che in ogni campo incontriamo persone meticolose ed estremamente perfezioniste. Le possiamo notare nel campo creativo, artistico, tecnico…

Sono persone che in genere hanno successo grazie a questo loro dover fare le cose sempre tutte perfette fin nei più piccoli dettagli.
Possiamo quindi dire con certezza quasi assoluta che il “difetto” di essere un perfezionista significa avere la chiave del successo e della riuscita.

Andiamo a vedere il comportamento del perfezionista.

Primo ostacolo
Il perfezionista prima di decidere di accettare un lavoro deve assolutamente controllare se il luogo, l’immobile, i futuri colleghi ed il quartiere siano di suo gradimento.

Ecco le domande relative al primo ostacolo.

  • Mi troverò bene a lavorare qui?
  • Spio da fuori per vedere come sono trattati i dipendenti.
  • Controllo se posso avere abbastanza spazio nel mio ufficio.
  • Deve esserci del verde o comunque delle piante perché mi danno serenità e mi fanno respirare bene.
  • Devo vedere se c’è armonia tra i colleghi.
  • Il datore di lavoro non deve avere il grugno, ma neanche il sorriso sempre stampato in faccia; insomma deve essere serio nel modo che penso io.
  • Il quartiere mi deve dare sicurezza, non mi fido troppo degli altri o di quartieri dove si possono avere sorprese sgradevoli.
  • Non ci devono essere animali.
  • Spero non ci siano persone che fumano (per un non fumatore) oppure spero che tra i miei colleghi ci sia almeno un fumatore.

Accertato ed accettato il primo ostacolo, il Nostro passa ad esaminare il secondo: il tipo di lavoro da svolgere.

Secondo ostacolo

Ecco alcune domande o riflessioni riguardo al lavoro.

  • Devo analizzare bene il tipo di lavoro che mi propongono.
  • Mi sento preparato?
  • Devo forse studiare ancora per saperne di più?
  • In quanto tempo devo svolgere il lavoro?
  • Accetto solo se so di sapere di essere veramente preparato.

A questo punto, il Nostro decide si o no a seconda delle referenze che il suo cervello ha rilevato.
Nessuno può smuoverlo neanche di una virgola dal suo pensiero. Il perfezionista non si lascia influenzare da nessuno, rimane fedele alle sue idee e convinzioni cercando prove che confermino quello che pensa.
Il perfezionista a volte passa per una persona “negativa”, in realtà ha bisogno di punti di riferimento per constatare le cose.

Ti faccio un esempio.
Due amici che vivono al mare si incontrano ed uno dice: “Quest’anno è stata un’estate magnifica, non ha mai piovuto”.
L’amico perfezionista risponde: “ma il 21 agosto alle 16 non ha piovuto per 5 minuti?”.
Ed ecco che tutti penserebbero: “Questo tipo è proprio negativo, come fa a ribattere su un’estate così magnifica per soli 5 minuti?”.
In effetti lui non ha detto che non è stata una magnifica estate, ma aveva bisogno del punto di riferimento di quel 21 agosto per constatare che in effetti in tre mesi ha piovuto solo quei 5 minuti!

Quindi, per lungo tempo ha fatto bel tempo.

Il perfezionista quando fa un lavoro lo controlla di continuo in tutti i dettagli, non potrà mai lasciare un lavoro a metà, non potrà mai lasciare che un altro lo finisca (troppo pignolo per fidarsi) non potrà mai dire: “anche se lo lascio così va bene lo stesso tanto non lo vede nessuno!”. Per lui esiste solo la perfezione, i lavori fatti a metà o alla meno peggio non sono quelli del perfezionista.

Ti propongo ora alcune storie che possono meglio chiarire la figura del perfezionista.

Lucia, La Perseverante

Lucia ha 57 anni, insegna alla facoltà di diritto. Non aveva previsto di arrivare a quel livello.

Nata in un ambiente piuttosto mascolino e povero con sette tra fratelli e sorelle, fin da piccola Lucia era un tipo perfezionista.
Lucia è una grande lavoratrice, rigorosa e non accetta gli sbagli. Ha sempre pensato che il mondo era ingiusto e che avrebbe dovuto inventare o fare qualche cosa per renderlo più giusto. Nella sua testa già da piccola voleva diventare un giudice per poter aiutare e riparare le ingiustizie della società, al fine di realizzare il suo obiettivo si prefigge l’idea che deve mirare in alto molto in alto. Sa che deve passare tutti gli esami sempre con i voti migliori per avere così la possibilità di avere delle borse di studio per poter continuare all’università. All’epoca erano poche le donne giudici.

A scuola Lucia lavorava molto per arrivare ad essere fra i primi della classe, malgrado le dicerie dell’ambiente nel quale viveva che continuava a ripeterle che non sarebbe mai arrivata ad ottenere quello che si era prefissata. Anzi, le consigliavano che sarebbe stato meglio per lei diventare un’infermiera, ma la sua testardaggine non le permetteva di tradire la sua meta e grazie alle sue esigenze ben definite e alle capacità che aveva saputo smuovere in se stessa, era riuscita a presentare una tesi in diritto fino ad arrivare ad insegnare e a diventare professore di cattedra universitaria.

Giuseppe, L’Autodidatta

Giuseppe, 63 anni, è nato in campagna. All’età di 16 anni partì per la città per via di suo padre che voleva imparasse un vero mestiere. Divenne elettricista e all’età di 20 anni fu assunto definitivamente come operaio specializzato.
Al suo ventitreesimo compleanno, il suo datore di lavoro ebbe un infarto, e qualche settimana più tardi gli chiese di fargli da secondo. Il titolare aveva notato con quale precisione Giuseppe lavorava; perfezionista agli estremi al punto di poter realizzare degli eccellenti lavori. Dopo un certo periodo di tempo il proprietario dell’impresa ebbe un altro infarto e morì. E siccome sapeva di essere malato aveva previsto il lavoro futuro mettendo a capo dell’azienda Giuseppe, perché sapeva che così facendo la sua impresa avrebbe continuato l’attività senza problemi.
In effetti, Giuseppe cominciò con trenta operai e arrivò ad averne settanta, sempre con ottime performance.
Il suo carattere perfezionista aveva permesso a Giuseppe un futuro sicuro sia per lui sia per chi gli stava attorno.

Il perfezionismo è utile e necessario.

Luciano 48 anni, chirurgo oftalmologo, è specializzato in microchirurgia oculare. Opera gli occhi con l’aiuto del microscopio, passa molti minuti e lunghe ore a operare con meticolosità e delicatezza gli occhi di persone sofferenti di malformazione.

Lui e la sua equipe sono molto stimati e come lui stesso dice: “Capite, se non si è di una meticolosità perfezionista estrema, è inutile fare questo mestiere”.

Alcune riflessioni…

  • Accetteresti di farti operare agli occhi da una persona non precisa?
  • Accetteresti di prendere un aereo con un pilota che non si preoccupa di controllare il punto preciso di atterraggio?
  • E se alla torre di controllo il controllore aereo dicesse al comandante pilota: “Bene, vediamo più o meno dove siete e vi dirò sommariamente a che altitudine dovete scendere, perché ci sono altri aerei più o meno in quella direzione, ma devo verificare dove, vi dirò qualche cosa fra poco”. Potrà il pilota accontentarsi delle risposte poco precise del controllore aereo?

Le distrazioni o il non fare le cose con precisione possono determinare errori che sono costati delle vite umane. Come non andare subito col pensiero al naufragio della Costa Concordia?

E tu che tipo di perfezionista sei?
Per scoprirlo, ti propongo di svolgere questo esercizio di Autocoaching Online, il quarto della serie.

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Clara Maria Caterina Morena – International Life Coach –
Certified Silva Method Instructor

Cell. +39 329 1474529

Email: claramorena.mc3@gmail.com

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